Ingannare il tempo

Fine settimana domestico e lavorativo. Il sole va e viene, ma mi regala qualche momento di piacere inatteso. Dal momento che non ho un orario lavorativo (ma molto lavoro) posso permettermi il “lusso” di lavorare anche nei giorni festivi. Non solo: sono proprio quelli i giorni in cui riesco a fare le cose con una certa calma e mi è concesso persino trarre qualche fugace momento di piacere da attività lavorative che nei giorni feriali risultano solitamente ingrate. Il telefono tace, si sentono solo, di tanto in tanto, i clacson delle macchine che si contendono ferocemente qualche metro quadro di asfalto. L’abitudine di parcheggiare in seconda fila blocca la circolazione. Così il silenzio dorato di una rilassata mattinata baciata da un tiepido sole è rotto dai rumori e dalle grida scomposte degli automobilisti. Forse andando a vivere in campagna troverei più silenzio e tranquillità, ma in quel caso dovrei usare anche io l’automobile tutte le volte che voglio uscire di casa (e questo francamente non mi va). Ma dal momento che sono un modesto scriba, un cronista del mio tempo, mi chiedo: che cosa raccontano quelle grida scomposte e quei rumori? Non riesco a trovarvi nulla di esteticamente o eticamente rilevante. Ovvero il grado zero della narrativa, né bello né brutto (perché anche la bruttezza può essere riscattata), ovvero la pornografia: la persona ridotta a pura apparenza esteriore. Lamiere colorate che si intrecciano, si sfiorano e si incastrano mentre si contendono uno spazio (una inquadratura?). Dentro, una macchina che vorrebbe guidare una macchina, ma che concretamente non può neanche farlo. L’automobilista del sabato, impigliato nella rete di questo desiderio irrealizzabile, trascorre così una parte del suo tempo libero, letteralmente ingannando il tempo (ovvero l’attimo fuggente di un parcheggio in seconda fila). Poi si rende conto di essere stato giocato dal tempo che voleva ingannare (perche in questo modo non passa più nessuno, nemmeno lui). Ma ormai è troppo tardi. A quel punto cominciano gli strepiti e i rumori.

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